Le panchine giganti delle langhe

Vi piace ammirare il panorama da un nuovo punto di vista? Siete pronti per guardare le colline con gli occhi di un bambino? Allora non potete perdervi un “curioso” itinerario alla scoperta delle Langhe attraverso le panchine giganti fuori scala. Tutto è iniziato nel 2010 quando il designer americano  Chris Bangle e la moglie Catherine realizzarono  a Clavesana, nell’Alta Langa, la prima panchina. Nata da un “progetto tra amici” oggi diverse sono le installazioni situate nell’albese. Il punto di vista panoramico e i loro colori sono alcune delle caratteristiche essenziali delle opere di design. In pochi anni l’idea ha avuto una sua diffusione, grazie al progetto Big Bench Community, ed altre panchine sono state collocate sul territorio piemontese. Particolare quella di Carrù che ha visto nascere, accanto alla panchina fuori scala, altre quattro mini panchine che permettono una particolare visione sulle altre opere. Possiamo così spostarci “di panchina in panchina” e assaporare la magia del paesaggio langarolo. Ogni installazione è accompagnata da una frase da scoprire; emblematica la scritta in dialetto piemontese della prima panchina:

 

 S’i t’è da bsogn ed tirè un po’ el fia
set-te sì ensima e.. it sentirè torna masna

 

Poche parole che riassumono la filosofia dell’opera di Chris e della moglie Catherine. Sedersi sulla panchina permette non solo una nuova visione sul paesaggio circostante ma, per un breve lasso di tempo, possiamo tornare a vedere con gli occhi dei bambini. Volete provare anche voi? Scoprite insieme a noi in modo unico le langhe!

Neive: uno tra i borghi più belli d’Italia

Nel cuore della langa del Barbaresco, merita senz’altro una visita il borgo di Neive. Premiato con due importanti riconoscimenti (bandiera arancione del Touring Club Italiano e borgo tra i più belli d’Italia) il paese conserva intatto il fascino di un tempo. Percorrendo i viottoli che si diramano verso l’alto potrete imbattervi in monumentali edifici settecenteschi come il palazzo dei conti di Castelborgo ancora oggi sede di rinomate produzioni vinicole o il palazzo comunale, detto anche “Casa dell’orologio”, opera dell’architetto Giovanni Antonio Borgese. Il punto di partenza della visita è rappresentato dalle due porte di San Rocco e San Sebastiano, Santi a cui gli abitanti di Neive erano particolarmente devoti in quanto invocati a protezione delle pestilenze. Per gli amanti del medioevo merita senz’altro una tappa la  torre civica risalente al 1224 e la dimora dei Cotti di Ceres, magnifico esempio di casaforte medioevale ottimamente conservata. Quest’ultima conserva nella facciata un curioso ex voto: una palla di cannone risalente alla battaglia risorgimentale di San Martino. Due sono le chiese da visitare: la confraternita di San Michele con pianta a croce greca e splendido portale intagliato con i simboli rivoluzionari dei diritti dell’uomo di scuola castellamontiana e la parocchiale dei Santi Pietro e Paolo progettata dal celebre architetto monregalese Francesco Gallo. Ma non di sola cultura vive il paese, a Neive hanno infatti sede un’importante scuola superiore specializzata in servizi enogastronomici e diverse enoteche e cantine con possibilità di degustare un bicchiere dell’ottimo vino Barbaresco accompagnato dall’ottimo salame locale. Tra le eccellenze del territorio degna di nota è la casa museo della “donna selvatica”, singolare distilleria nata dal lavoro creativo di Lidia e Romano Levi. Lidia dava vita alle famose grappe alle erbe mentre Romano realizzava le etticchette scritte a mano e arricchite con frasi poetiche o disegni. Capolavori che hanno dato vita alla cosidetta “arte selvatica” conosciuta in tutto il mondo e ricercata dai collezionisti.

Neive ok

Vi aspettiamo numerosi per una visita!

Per saperne di più:

http://www.borghipiubelliditalia.it/component/borgi/?view=village&id=63&Itemid=218

http://www.distilleriaromanolevi.com/romano-levi/#le-grappe

http://www.comune.neive.cn.it/it/visitare-neive/4-cosa-vedere

http://www.bandierearancioni.it/node/290

Tartufo che passione!

Tra poco più di un mese avrà avvio ad Alba l’ 86° Fiera Internazionale del tartufo bianco! Per iniziare a preparare il palato e stimolare le papille degustative vi proponiamo alcuni modi per degustare il famoso tubero!

  • Tajarin con il tartufo: i tajarin, conosciuti sin dal rinascimento, sono un tipo di pasta fresca  lunga e sottile, ricca di uova, tipica della tradizione enogastronomica delle Langhe e del Monferrato. Si cuociono in abbondante acqua bollente salata, si scolano al dente e dopo averli passati in padella con una noce di burro, o ancora meglio un cucchiaio di sugo d’arrosto, si possono condire con una grattata di tartufo bianco d’Alba.
  • Carne cruda all’albese: si tratta di un tipico  antipasto piemontese. Secondo la tradizione la carne deve essere tritata al coltello, in quanto la ricetta originale risale a un tempo lontano quando i macellai non erano dotati delle moderne affettatrici. Sarà quindi proprio la carne cruda “battuta al coltello” ad avere la consistenza giusta per ricreare l’antica ricetta. La carne condita oggi con olio extravergine, sale, pepe e succo di limone, era un tempo lasciate a marinare per assorbire tutti i sapori tra i quali non potevano mancare i chiodi di garofano e l’aglio, quest’ultimo successivamente rimosso. Per impreziosire il tutto, prima di portare la pietanza in tavola, potrete grattare il tartufo.
  • Risotto al tartufo: il risotto ben si sposa con il tartufo in quanto l’uno riesce ad esaltare il sapore dell’altro creando un perfetto connubio. Per preparare il piatto soffriggete in una casseruolina la cipolla finemente tagliata con il burro. Aggiungete successivamente il riso e lasciatelo tostare per un paio di minuti. Solo a questo punto aggiungete il vino bianco e, una volta evaporato il brodo di pollo, poco alla volta. Quasi a fine cottura aggiungete il formaggio. Lasciate riposare il piatto alcuni minuti. Servitelo ben caldo senza dimenticarvi una bella grattata di tartufo.

Siete pronti per un itinerario all’insegna del gusto? Non esitate a contattarci!!!

Festa patronale di San Secondo ad Asti

Questa settimana la città si prepara per festeggiare il suo patrono. La festa patronale di San Secondo ad Asti è molto sentita dai cittadini e dai rioni, pronti tutti gli anni a rinnovare le loro tradizioni. La festa inizia la sera del lunedì, primo giorno della settimana, con il tradizionale spettacolo pirotecnico sul fiume Tanaro.

Martedì, giorno della festa, sin dalla prima mattina un corteo di figuranti in costumi medioevale sfila nel centro storico. Ad aprire la sfarzosa sfilata i cavalli del gruppo del capitano del Palio. A metà mattinata i festeggiamenti si concentrano in piazza San Secondo di fronte alla Collegiata dedicata al santo. Gli sbandierati del gruppo ASTA allietano i turisti con una loro esibizione a  seguire, nella Collegiata di San Secondo, verrà effettuata la stima del Palio e il giuramento dei rettori. Infatti la corsa del Palio anticamente si svolgeva il giorno del patrono, in onore del Santo. Lo stesso drappo in velluto cremisi, primo premio della corsa, conserva le insegne di Asti e l’effige di San Secondo. La stima del Palio dunque è fin dal 1200 una certificazione, effettuata da esperti tessile, che sono state rispettati tutti i criteri di realizzazione. Due sono i Pali realizzati annualmente da artisti famosi; il Palio della Collegiata sarà gelosamente custodito in chiesa nella cappella del Carroccio; il Palio per la corsa sarà esposto a Palazzo Civico, perché gli astigiani, vedendolo, siano certi che, ancora una volta, si ripeterà la secolare tradizione della corsa. A fine mattinata si distribuisce ai presenti la tradizionale Minestra dei Poveri. Viene ripresa una antica usanza risalente al Medioevo secondo la quale, almeno nel giorno del Santo Patrono, tutti potevano gustare un piatto caldo. Chiese e Confraternite adottarono questa forma di beneficenza soprattutto in prossimità di ricorrenze religiose; si trattava prevalentemente di zuppe di verdura o di legumi che servivano, nella giornata di festa, a rallegrare i meno fortunati. Oggi la “minestra dei poveri”, offerta in piazza, è costituita da un piatto di pasta e fagioli, una bruschetta e una fetta di “mön” mattone dolce, preparati con maestria dalle pro loco delle circoscrizioni astigiane.

Patrono di Asti

Patrono di Asti

La festa continua il mercoledì con la fiera carolingia. Si tratta di una delle fiere più antiche il cui nome deriva da Carlo Magno. Nel passato in occasione della fiera si concedeva: diritto di asilo, ospitalità ed esenzione dai dazi.

Non ci resta che augurarvi una buona festa patronale di San Secondo ad Asti!

Per i programma dettagliato: www.astigiando.it/event/festa-patronale-di-san-secondo/

Città sotto la lente – visita guidata di Asti

Per la prima volta in Piemonte, vi proponiamo una visita guidata di Asti con cannocchiale. Un’idea nata dalle difficoltà reali, durante gli itinerari guidati, nell’apprezzare a pieno affreschi e dettagli architettonici collocati troppo in alto. Spesso infatti i visitatori non riescono a individuare i particolari che permetterebbero una lettura attenta delle opere, in quanto  la loro ricollocazione in spazi nuovi o lontano dai nostri sguardi li rendono difficili da vedere a occhio nudo. Abbiamo così pensato di dar vita a una visita guidata  “speciale”; dotati di cannocchiali e accompagnati da una guida turistica potremo non solo ammirare dettagli inediti ma guardare la città da un nuovo punto di vista!                             La prima tappa del nostro percorso è fissata per il 21 maggio alle ore 15,30 con la visita guidata di Asti. Una passeggiata nel centro storico per scoprire insieme  “stemmi” nascosti, affreschi e dettagli architettonici, tutti particolari che  ben si prestano a una analisi con monocolo.                                                                                                      Presto speriamo di poter esportare l’evento in altre città piemontesi. Prima fra tutte Torino, capoluogo del Piemonte e prima capitale d’Italia, che con i suoi palazzi barocchi e le magnifiche chiese ci stupirà dopo un’analisi sotto la lente; per poi immergerci, nella stagione autunnale, nel magnifico panorama delle langhe tra le colline facenti parte del patrimonio Unesco! La visita guidata è rivolta non solo ai turisti ma anche e soprattutto ai visitatori locali che vogliono intraprendere un itinerario insolito. E voi siete pronti a vivere un’esperienza nuova? Per maggiori informazioni ed iscrizioni scrivete a info@guideinpiemonte.it o telefonate al numero 348-2327960 – La prenotazione è obbligatoria – Posti limitati fino a un massimo di quindici partecipanti – La visita sarà attivata con un minimo di partecipanti. E’ possibile richiedere la stessa tipologia di visita guidata anche per mini-gruppi di adulti in visita del Piemonte e gruppi scolastici.

città sotto la lente evento

La bagna cauda

Non si può visitare il Piemonte senza sentire nominare almeno una volta la bagna cauda. Ricetta antichissima, la cui origine si perde nella notte dei tempi, riesce a unire e fondere diverse tradizioni culturali. Ingredienti essenziali sono infatti le acciughe e l’olio extra vergine di oliva, alimenti rari e preziosi in Piemonte.  Furono i mercanti astigiani a conoscere questo piatto durante i viaggi in Provenza e a introdurlo nelle loro terre natie  apportando varie modifiche. Ad accompagnare la bagna cauda sono infatti gli ortaggi tipici dell’alimentazione contadina dal cardo gobbo alle barbabietole lessate, dai tapinambour ai peperoni arrostiti.

Ma come si serve la bagna cauda? Tipica è la grande pirofila di cottura o le ciotoline singole di terracotta con un fornello acceso nella parte sottostante per mantenere in modo costante il calore. All’interno della ciotola si potranno intingere le verdure, una alla volta, in modo da apprezzarne il gusto.

Esiste poi una variante della famosa bagna cauda legata alla canonica di Santa Maria di Vezzolano (provincia di Asti) conosciuta come la bagna cauda dell’abate. La particolarità è data dall’assenza d’aglio sostituito da una specie di peperoncino (una variante locale presente nei boschi della zona).

Se anche voi volete assaggiare questo famoso piatto piemontese potete provarlo nei numerosi ristoranti tipici oppure partecipare al Bagna Cauda Day (http://www.bagnacaudaday.it/joomla/). Un modo per scoprire storia, tradizioni locali e assaporare il piacere di “stare insieme”!

Per la ricetta originale:

http://www.regione.piemonte.it/archivio/internazionale/ris_online/s_tecniche/dwd/Educational%20-%20Turismo%20Ottobre/cartella%20stampa/italiano/07bagnacaoda.pdf

Matisse e il suo tempo – palazzo chiablese dal 19 dicembre 2015 al 15 maggio 2016

Torino stupisce sempre il pubblico per le sue mostre di rilievo. Dopo il successo di Monet alla Gam, un altro evento è stato organizzato a palazzo chiablese. 97 le opere esposte, 50 di Matisse e 47 di maestri a lui contemporanei tra  i quali emergono opere di Renoir, Picasso e Braque.  Tutte provenienti dal Centre Pompidour di Parigi, sono unite da quel “spirito del tempo” che è alla base delle amicizie e degli scambi stilistici tra grandi maestri. Attraverso confronti visivi sarà possibile ricostruire il contesto e le fonti di ispirazione delle opere.

Raffaello. Il sole delle arti. – venaria reale dal 26/09 al 24/01/2016

La Venaria Reale ospita ancora una volta una mostra dedicata a uno dei grandi maestri dell’arte rinascimentale. Dopo la monografica su Leonardo, anche le opere di Raffaello sono esposte nello spazio espositivo della Reggia. Se da un lato si vuole ripercorrere la carriera artistica del pittore, dall’altro si vuole porre in evidenza un aspetto più inconsueto dell’artista documentando il suo impegno per le “arti applicate”. Un appuntamento imperdibile e un’occasione per unire la visita alla mostra alla scoperta della Reggia di Venaria!

Monet alla Gam – Torino – dal 2 ottobre 2015 al 31 gennaio 2016

Grazie alla collaborazione tra la città di Torino e l’asse museo d’Orsay e l’editore Skira è stata inaugurata alla galleria d’arte contemporanea una importante mostra monografica dedicata al pittore Monet. Quaranta le opere concesse in prestito dal museo d’Orsay, tra le quali il celeberrimo capolavoro “La colazione sull’erba”. Un percorso che permette di delineare i tratti essenziali della pittura del maestro, dagli esordi sino all’invenzione della pittura impressionista.

Ottobre ricco di sapori

Durante la stagione autunnale le langhe si colorano di sapori. Il visitatore attento alla gastronomia e desideroso di degustare i prodotti del territorio non potrebbe scegliere un periodo migliore. Molte le fiere organizzate nella “provincia granda”. Tra i protagonisti il tartufo, la castagna e la nocciola “tonda gentile” delle langhe. Di seguito il programma degli eventi:

17^ Fiera Nazionale del Marrone di Cuneo – Dal 16 al 18 OTTOBRE -

Importante rassegna enogastronomica che presenta ai visitatori i migliori prodotti tipici certificati italiani ed europei. Centinaia gli espositori attentamente selezionati da un pool di esperti. Un piccolo spazio è inoltre dedicato all’artigianato locale. www.marrone.net

Fiera del Tartufo-Peccati di Gola a Mondovì – Dal 30 OTTOBRE al 2 NOVEMBRE -

La visita alla fiera monregalese permette un vero e proprio “viaggio nel gusto”. Diversi stand, eventi e spettacoli accoglieranno i visitatore per un week end goloso. Tra le novità viene riproposto il “gustibus” un pullman di lusso a due piani in grado di ospitare cene tematiche e laboratori. peccatidigolamondovi.it

Fiera “Città della Nocciola” a Castellero - dall’8 all’11 OTTOBRE –

Borgo situato nel nord ovest dell’astigiano ha eletto la nocciola a prodotto d’eccelenza. Diverse le specialità a base di nocciole che possiamo degustare dalla torta ai famosi fundens (dolcetti alle nocciole cioccolato e rhum). Degno di nota il Nocciolo olio ottenuto dalla spremitura a freddo delle nocciole. Potremmo degustare piatti tipici partecipando alla sagra. A seguire sono organizzate corse amatoriali e passeggiate per grandi e piccini, in modo da scoprire insieme il territorio. www.comune.castellero.at.it

Guideinlanga vi accompagna alla scoperta delle città in cui sono ambientati gli eventi per un tour tra arte e gastronomia.